Fausto Pirandello. La magia del quotidiano.
Dal 18 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026 presso gli spazi museali dell’Accademia di san Luca a Palazzo Carpegna a Roma
Nel 2025 ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Fausto Pirandello, scomparso a Roma il 30 novembre 1975 a settantasei anni. La ricorrenza del cinquantenario della morte appare quindi l’occasione ideale per tornare a ricordare l’artista nella sua città natale e la scelta di una sede prestigiosa come l’Accademia Nazionale di San Luca è motivata dal fatto che Fausto Pirandello viene eletto Accademico di merito residente nel 1947, quindi Accademico nazionale nel 1948.
Curata da Fabio Benzi, professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e presidente del comitato scientifico dell’Associazione Fausto Pirandello (AFP), curatore dell’importante mostra di Pirandello tenutasi a Londra nel 2015 (Estorick Collection), con Flavia Matitti, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e membro dell’AFP fin dalla sua istituzione, l’esposizione intende ripercorrere l’intera attività artistica di Pirandello attraverso alcuni capi d’opera, particolarmente rappresentativi di momenti decisivi del suo percorso.
La mostra riguarda, infatti, l’intero arco creativo dell’attività dell’artista, che partendo dagli anni venti e giocando un ruolo decisivo nel contesto europeo degli anni trenta, riuscì a proiettarsi ancora profondamente, con forza vitale e innovativa, ben oltre la Seconda Guerra Mondiale – e a elaborare infine una nuova svolta estetica verso l’astrazione tra gli anni cinquanta e sessanta.
In questi termini, dunque, attraverso un percorso cronologico, la mostra si propone di cogliere e illustrare i momenti salienti dell’opera di Fausto Pirandello, per offrire una esaustiva panoramica della vivacità creativa di una delle maggiori personalità dell’arte italiana, e internazionale, del Novecento.
Nelle tre sale al piano terra sarà concentrato, come emerge dall’allegato elenco delle opere, il percorso “ufficiale” e pittorico, attraverso capolavori che si pongono nella storia dell’artista come punti fermi, dal punto di vista personale come da quello storico-espositivo.
Nella prima sala sono concentrati gli esordi di stupefacente e crudo realismo, che sembrano premonizioni di una visione oggettiva e scabra che ha fatto parlare di un parallelismo con la visione di Lucian Freud; segue il periodo parigino, che inserisce elementi di surrealtà e di fantasmatiche presenze nella resa invece oggettiva e carnale dei soggetti, fino all’inizio degli anni trenta.
Nella seconda sala si dispiegano invece i grandi (anche per dimensioni) capolavori degli anni trenta, che conferirono a Pirandello la statura di singolare e profondo interprete dell’arte del suo tempo, enucleandolo come uno dei protagonisti dell’arte italiana ed europea di quel periodo.
Nella terza sala si mostrano principalmente gli esiti del secondo dopoguerra, volti a un rinnovamento delle forme in senso moderno e attuale, sostenuto in Italia da Lionello Venturi e che attraverso precoci esposizioni negli Stati Uniti (negli anni cinquanta) lo vide tra i pochi artisti italiani monitorati in campo internazionale (tra quelli che condivisero questa attenzione troviamo Afro, Mirko, Burri, Fontana, Capogrossi, Cagli, Sironi, de Chirico e pochi altri).
Nella grande sala al primo piano saranno esposti invece, accompagnati da un unico dipinto rappresentante un Autoritratto, diversi disegni e pastelli, tecniche nelle quali Pirandello fu estremamente creativo, che renderanno leggibili gli studi, le elucubrazioni e le trasformazioni dei temi attraverso un percorso creativo che svela il rovello continuo per la definizione di un mondo personale e complesso, determinato da una realtà evidente, scabra, che si confronta continuamente con il dramma di un’esistenza scissa tra spiritualità e cognizione del dolore, dando vita a un espressionismo raggelato, oggettivo, implacabile. La grande varietà dei disegni e pastelli, che costituiscono un importante corpus autonomo nella produzione dell’artista, sarà oggetto della contemporanea uscita del Catalogo Generale dei disegni e pastelli, che come sopra accennato è in corso di pubblicazione grazie all’impegno dell’Associazione Fausto Pirandello, che propone anche questa mostra.
Nella primavera del 2026 la mostra si sposterà quindi ad Agrigento, nelle sale di Villa Aurea, sede di rappresentanza del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi. Il trasferimento della mostra ad Agrigento assurge così anche il significato di un simbolico ritorno a casa, alle proprie origini famigliari. Come è noto, infatti, Luigi Pirandello (1867-1936) era nato in una casa rurale nella contrada chiamata “Caos”, vicino Girgenti (oggi Agrigento), e nel parco adiacente la casa natale, divenuta Casa Museo, oggi si conserva l’urna con le sue ceneri, custodita entro una roccia scabra, scavata dallo scultore Marino Mazzacurati. Il legame che unisce Fausto Pirandello ad Agrigento (città natale anche della madre) è dunque viscerale e sebbene il pittore non sia nato in Sicilia, vi trascorre da giovane le estati, tanto da assorbirne la luce e i colori, che caratterizzeranno tanti suoi lavori.